Taha Ezzat, presidente della commissione competizioni, ha confermato che lo stadio del Petrol Asyut non verrà cambiato fino all'ottenimento di tutte le approvazioni necessarie per ospitare le partite.
Il club Petrol Asyut aveva espresso il proprio disappunto per il trasferimento delle proprie partite fuori dalla governatorato, sottolineando che la decisione emanata comporterà costi elevati oltre a un eccessivo affaticamento dei giocatori.
Dichiarazioni di Taha Ezzat
Taha Ezzat ha chiarito, in dichiarazioni rilasciate a "Yalla Kora", che esistono alcuni ostacoli che impediscono lo svolgimento delle partite allo stadio Petrol Asyut.
Il presidente della commissione competizioni ha inoltre segnalato che lo stadio è privo di illuminazione e non è pronto per la trasmissione televisiva.
Ha aggiunto: "Lo stadio non è pronto per l'utilizzo delle telecamere per il fuorigioco e per le procedure relative al VAR".
E ha concluso: "Lo stadio di Borg El Arab sarà quello assegnato alla squadra in attesa del completamento delle approvazioni necessarie".
Comunicato del Petrol Asyut
"O gloriosi tifosi dell'Alto Egitto, o fedeli figli di Asyut, queste parole nascono dal profondo del dolore e dell'ingiustizia che colpiscono il club Petrol Asyut, rappresentante di tutto l'Alto Egitto, dopo l'evidente ostruzionismo nel privarlo di un diritto fondamentale: giocare sul proprio terreno davanti ai propri tifosi".
"Un'ampia fascia della popolazione dell'Alto Egitto vive uno stato di tristezza e rabbia per essere stata emarginata e privata dei più elementari diritti sportivi e legittimi di rappresentare adeguatamente la regione dopo la storica promozione nella massima serie".
"Mercoledì sera, solo quarantotto ore prima della partita, siamo stati sorpresi da decisioni inaspettate che hanno aumentato ulteriormente gli oneri a carico del club".
"La dirigenza ha ottenuto tutte le approvazioni tecniche relative alle trasmissioni e alla tecnologia video negli stadi della governatorato, in preparazione dell'incontro previsto; nonostante ciò, viene imposto al club di disputare le partite fuori dalla governatorato di Asyut, con costi elevati e grandi difficoltà di spostamento, specialmente considerando che nell'intero Alto Egitto, da Beni Suef ad Assuan, non esiste nessuno stadio completamente approvato per ospitare queste competizioni".
"Ora dichiariamo chiaramente che la dirigenza del club si trova di fronte a due soluzioni, entrambe amare: accettare la sfida giocando fuori casa e sopportare queste enormi difficoltà per garantire la continuità del percorso della squadra, oppure adottare decisioni decisive per tutelare i diritti dell'ente".
"L'Alto Egitto non è meno importante delle altre regioni; il nostro diritto di rappresentare i nostri tifosi è una linea rossa. Né i nostri numerosi tifosi né le nostre figure simboliche accetteranno che Asyut rimanga ostaggio dell'ostruzionismo amministrativo e logistico. Se tutti non si muoveranno per sostenere la giustizia, la voce della rabbia dell'Alto Egitto non si fermerà. È necessario che tutti sappiano che gli stadi Petrol e Asyut Cement hanno ospitato oltre 100 partite della massima serie negli anni passati, fatto che solleva molti punti interrogativi sulle ragioni del rifiuto attuale".
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