L'UEFA ha rifiutato di applicare le decisioni della Federazione Internazionale di Calcio "FIFA", poiché i responsabili arbitrali delle 55 federazioni nazionali europee e della UEFA hanno concordato una serie di linee guida comuni per la stagione 2026/27 con l'obiettivo di unificare l'interpretazione delle regole del gioco, aumentare il tempo effettivo di gioco e garantire un uso più limitato e coerente del sistema di arbitro video assistito (VAR).
Secondo il quotidiano "Marca", l'incontro si è tenuto presso la sede della UEFA a Nyon e ha visto anche la presenza di un rappresentante del Consiglio della Federazione Internazionale di Calcio (IFAB), con l'obiettivo di analizzare le recenti modifiche apportate alle regole del gioco in vista della prossima stagione.
Gli accordi raggiunti arrivano dopo i Mondiali 2026, che hanno visto numerose polemiche arbitrali, tra cui il gol annullato all'Iran contro l'Egitto dopo una lunga revisione per fuorigioco o il rigore assegnato al Belgio contro il Senegal dopo l'intervento del VAR, misure che hanno riaperto il dibattito su quando debba intervenire il VAR e quanto debbano durare le revisioni.
Una delle questioni principali dell'incontro è stata il funzionamento del VAR. I partecipanti hanno concordato sulla necessità di rafforzare gli standard comuni relativi agli interventi del VAR, soprattutto dopo le recenti modifiche apportate dall'IFAB al suo protocollo.
Il ruolo principale della tecnologia video
A questo proposito, è stato ribadito che il VAR interviene solo in caso di errore "chiaro e evidente" o quando l'arbitro omette di adottare un'azione chiara.
La UEFA ha sottolineato che il sistema non è concepito per ri-arbitrare le partite dalla sala video, ma per supportare l'arbitro principale, che deve rimanere il principale responsabile delle decisioni.
I responsabili arbitrali hanno inoltre invitato a limitare le revisioni prolungate davanti allo schermo, sostenendo che controlli eccessivamente lunghi indicano spesso che la decisione iniziale non era chiaramente errata.
Inoltre, è stato raggiunto un accordo per applicare standard uniformi nei casi di identificazione dei giocatori, a seguito dei chiarimenti recentemente emanati dall'IFAB.
Tra gli altri accordi raggiunti, il sostegno unanime alle riforme approvate dall'IFAB per contrastare la perdita di tempo e accelerare la ripresa del gioco.
Queste misure riguardano in particolare procedure come i calci di porta, i lanci laterali, le sostituzioni e le interruzioni per infortuni.
Secondo la UEFA, gli arbitri riceveranno istruzioni per applicare queste nuove disposizioni "con rigore e coerenza" in tutte le competizioni nazionali e internazionali, al fine di aumentare il tempo effettivo in cui il pallone è in gioco e ridurre i ritardi non necessari.
Il rapporto tra arbitri e giocatori
L'incontro ha affrontato anche il rapporto tra arbitri e giocatori, e la UEFA e le federazioni nazionali hanno concordato di rafforzare il protocollo di comunicazione tra i capitani delle squadre e gli arbitri, un formato ispirato al modello sviluppato durante gli Europei 2024 con l'obiettivo di promuovere il rispetto verso gli arbitri e ridurre le proteste in campo.
La UEFA ha inoltre annunciato che nelle prossime settimane svelerà nuove misure e iniziative volte a facilitare l'applicazione uniforme delle regole del gioco e del protocollo VAR in tutte le competizioni calcistiche europee.





