Paolo Maldini ha rotto il silenzio e ha finalmente parlato davanti a tutti delle ragioni che lo hanno spinto a lasciare la sua posizione di direttore tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio, decisione che ha suscitato grande polemica.
Maldini era stato nominato nuovo direttore tecnico della Federazione Italiana Giuoco Calcio, prima di lasciare gli Azzurri dopo pochissimo tempo, presentando le dimissioni da ex difensore.
Le dimissioni di Maldini dalla carica di direttore tecnico della Federazione Italiana sono arrivate dopo che Andrea Pirlo non è stato nominato nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana, optando invece per il ritorno di Roberto Mancini alla guida della squadra.
Negli ultimi tempi ci sono stati diversi candidati per allenare la Nazionale italiana, tra cui Pep Guardiola, Carlo Ancelotti e, naturalmente, Pirlo.
Maldini ha ammesso in dichiarazioni riportate dal sito "Goal" di aver perso davvero fiducia nel presidente della Federazione Italiana, Giovanni Malagò, che si è opposto alla nomina di Pirlo come allenatore degli Azzurri.
Maldini ha dichiarato: "Gli accordi con la Federazione Italiana sono stati rivisti e alla fine non mi è rimasto altro che dare le dimissioni, o meglio non firmare un contratto di quattro anni che sarebbe iniziato all'inizio di agosto, non ci sono più fattori di fiducia".
Ha aggiunto: "Malagò mi ha contattato a Pasqua e gli ho mostrato la mia disponibilità ad aiutare, non si trattava solo di ricostruire la Nazionale italiana, ma dovevamo ricostruire il calcio italiano, abbiamo creato la posizione di direttore tecnico, un ruolo che prima non esisteva, anche Leonardo aveva grandi capacità organizzative, ma dopo aver rivisto questi accordi non c'era altra soluzione che dare le dimissioni".
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Riguardo ai negoziati per il nuovo allenatore dell'Italia, Maldini ha chiarito: "All'inizio ho chiesto a Malagò chi scegliesse l'allenatore? Ha risposto: scegliete voi l'allenatore e io approvo, questo era l'accordo".
Ha proseguito: "Nella Lega Serie A ho spiegato il nostro progetto, basato su due percorsi diversi, ovvero la ricostruzione del calcio in Italia richiede tempo e richiede anche una nuova mentalità".
Maldini ha confermato che tutto è peggiorato da quando si è negoziato con Pirlo per essere il nuovo allenatore dell'Italia, aggiungendo: "Malagò e Leonardo mi hanno chiamato per dirmi: a nostro parere non si può ingaggiare Pirlo, e da oggi in poi sarò io a scegliere l'allenatore e voi dovrete approvare".
Ha continuato: "Se la responsabilità fosse sulle mie spalle, quello che è successo con me è inaccettabile, non ci sono più le condizioni di fiducia necessarie per lavorare e avere successo in un compito così enorme, eravamo presenti a Coverciano (sede della Federazione Italiana), ma non c'era un sistema".
Ha aggiunto: "La presenza di una figura come Claudio Ranieri con l'Italia è un grande valore aggiunto, ma temo che alla Nazionale italiana venga data troppa importanza, mentre non si guarda con la stessa importanza alla ricostruzione del calcio italiano".
Ha concluso: "C'è una cosa che mi farà sempre male dentro, ho intrapreso un compito davvero difficile, ma si è trasformato in un sogno, quello di fare qualcosa di positivo per le generazioni future, è davvero un peccato".






