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"La voce della rabbia dell'Alto Egitto non si fermerà"... Il Petrol Asyut emette un comunicato dal tono molto duro dopo la decisione della Federazione calcistica.

Via Btolat

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Il consiglio di amministrazione del club Petrol Assiut ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui ha espresso la propria rabbia e costernazione per la decisione della Federazione calcistica egiziana di impedire alla prima squadra di calcio di disputare le proprie partite nello stadio di casa durante il campionato di Serie A egiziana.

Nel suo comunicato, il consiglio ha chiarito che tale decisione rappresenta un onere aggiuntivo per il club e priva la squadra del diritto di giocare davanti al proprio pubblico nella governatorato di Assiut.

Ciò avviene proprio mentre il Petrol Assiut si prepara a iniziare il proprio cammino nel campionato, oggi sabato, affrontando la selezione di Suez, all'alba del percorso della squadra dopo la sua storica promozione in Serie A.

Il consiglio di amministrazione ha ribadito con fermezza il proprio diritto a disputare le partite nello stadio di casa, sottolineando che il club ha ottenuto tutte le approvazioni tecniche necessarie e che il divieto di giocare ad Assiut gli impone gravi oneri finanziari e organizzativi, aumentando le difficoltà per la squadra e per i tifosi dell'Alto Egitto.

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Comunicato del Petrol Assiut

O gloriosi tifosi dell'Alto Egitto, o fedeli figli di Assiut, queste parole nascono dal profondo del dolore e dell'ingiustizia che colpiscono il club Petrol Assiut, rappresentante di tutto l'Alto Egitto, a seguito dell'evidente ostinazione nel privarlo di un diritto fondamentale: quello di giocare sul proprio terreno davanti al proprio pubblico.

Un'ampia fascia della popolazione dell'Alto Egitto vive uno stato di tristezza e rabbia per essere stata emarginata e privata dei più elementari diritti sportivi e legittimi di rappresentare la regione in modo dignitoso dopo la storica promozione in Serie A.

Mercoledì sera, solo quarantotto ore prima della partita, siamo stati sorpresi da decisioni inaspettate che hanno aumentato ulteriormente gli oneri gravanti sul club.

La dirigenza ha ottenuto tutte le approvazioni tecniche relative alle trasmissioni e alla tecnologia video negli stadi della governatorato, in preparazione dell'incontro previsto; nonostante ciò, al club viene imposto di disputare le partite fuori dalla governatorato di Assiut, con costi elevati e grandi sofferenze legate agli spostamenti, specialmente considerando che nell'intero Alto Egitto, da Beni Suef ad Assuan, non esiste alcuno stadio completamente omologato per ospitare queste competizioni.

E ora dichiariamo chiaramente che la dirigenza del club si trova di fronte a due opzioni, entrambe amare: accettare la sfida giocando fuori casa e sopportare queste enormi difficoltà per garantire la continuità del percorso della squadra, oppure adottare decisioni decisive per tutelare i diritti dell'ente.

L'Alto Egitto non è meno importante delle altre regioni; il nostro diritto di rappresentare i nostri tifosi è una linea rossa. Né i nostri numerosi tifosi né le nostre figure simboliche accetteranno che Assiut rimanga ostaggio dell'ostinazione amministrativa e logistica. Se tutti non si mobiliteranno per sostenere la giustizia, la voce della rabbia dell'Alto Egitto non si fermerà. Tutti devono sapere che gli stadi del Petrol e dell'Assiut Cement hanno ospitato oltre 100 partite di Serie A negli anni passati, il che solleva molti punti interrogativi sulle ragioni del rifiuto attuale.

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