L'UEFA è entrata in un confronto aperto con il presidente della FIFA Gianni Infantino, dopo averlo invitato a dimettersi dalla sua carica, minacciando di ricorrere a un voto d'emergenza per rimuovere la fiducia se avesse rifiutato le dimissioni.
Secondo il quotidiano britannico Telegraph, tutte le 55 federazioni affiliate all'UEFA si stanno orientando a sostenere la rimozione di Infantino, mentre l'UEFA ha bisogno del sostegno di sole 43 federazioni per attivare il voto.
L'escalation è seguita al ritiro da parte di Infantino del suo controverso progetto, che prevedeva la vendita del 30% dei diritti commerciali della Coppa del Mondo a investitori privati, in un'operazione stimata intorno ai 15 miliardi di sterline.
L'UEFA ha dichiarato in un comunicato ufficiale precedente di aver perso fiducia nella leadership attuale della FIFA, sottolineando la necessità di una revisione completa della governance della federazione internazionale e di rendere responsabili i dirigenti per quelli che ha definito "piani segreti" che non servono gli interessi del calcio.
Anche la Federazione calcistica inglese ha espresso pieno sostegno alla posizione dell'UEFA, chiedendo riforme radicali all'interno della FIFA per garantire trasparenza e una buona gestione delle risorse del gioco a beneficio delle federazioni nazionali.
La crisi ha visto ampliarsi il fronte di opposizione, dopo che la Confederazione asiatica di calcio ha espresso solidarietà all'UEFA e alla CONCACAF nel rifiutare il piano di vendita dei diritti della Coppa del Mondo, portando al crollo del progetto dopo il fallimento di Infantino nel raccogliere la maggioranza necessaria all'interno dell'assemblea generale della FIFA.
Allo stesso tempo si è registrata la dimissione di Carlos Cordeiro, principale consigliere di Infantino, in protesta contro il progetto, insieme a critiche da parte di dirigenti interni alla FIFA, mentre diverse personalità politiche e sportive hanno chiesto le dimissioni del presidente della federazione internazionale.
Questa crisi rappresenta una delle sfide più gravi affrontate da Infantino da quando ha assunto la presidenza della FIFA nel 2016, in un contesto di crescenti richieste di ampi cambiamenti nella leadership della federazione internazionale di calcio.
