Jesse Marsch, commissario tecnico della nazionale canadese, ha affermato che la decisione della FIFA di sospendere la squalifica dell'attaccante della nazionale statunitense Folarin Balogun è una cosa "che non accadrebbe in nessun altro Paese" al mondo, ed è un esempio della convinzione degli americani che il loro Paese meriti un trattamento speciale.
Marsch, ex internazionale statunitense e assistente allenatore dei "Socceroos" ai Mondiali 2010, ha aggiunto che l'opinione pubblica mondiale nei confronti della nazionale statunitense è cambiata quando l'espulsione con cartellino rosso di Balogun nella partita degli ottavi di finale contro Bosnia ed Erzegovina non gli ha impedito di partecipare agli ottavi contro il Belgio.
I retroscena della sospensione della sanzione a Balogun ai Mondiali
La squalifica dell'attaccante era già stata sospesa dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva contattato il presidente della FIFA Gianni Infantino per chiedere una revisione della decisione; successivamente la FIFA ha confermato che la decisione proveniva da una commissione disciplinare indipendente.
Secondo il quotidiano internazionale The Athletic, la FIFA normalmente non consente ricorsi durante i Mondiali, ma la federazione calcistica statunitense ne ha presentato uno sostenendo che la tecnologia VAR (Video Assistant Referee) si fosse basata eccessivamente su fermo immagine e replay rallentati.
Da parte sua, l'UEFA, organo di governo del calcio nel Vecchio Continente e da sempre in contrasto con la FIFA, ha definito quella decisione incomprensibile e oltrepassante le linee rosse.
Commento tagliente di Jesse Marsch prima dell'amichevole Canada-Stati Uniti
Marsch, parlando prima dell'amichevole del Canada contro gli Stati Uniti martedì sera, ha dichiarato: "Come americani, siamo stati immersi nella propaganda fin da piccoli: noi siamo il primo Paese al mondo, meritiamo tutto, siamo in cima in ogni aspetto della vita – questo ci è stato detto".
Il ct del Canada ha aggiunto: "Quindi, quando succedono cose che non sentiamo di controllare, pensiamo di meritare un trattamento diverso perché siamo americani. Questo è uno dei motivi per cui il resto del mondo prova rabbia verso gli americani".
Jesse Marsch ha fatto riferimento alla sensazione che ciò non sarebbe accaduto in nessun altro Paese, affermando: "Questo è il motivo per cui il mondo intero odia l'America. Gli Stati Uniti avevano avuto un buon rendimento ai Mondiali, stavano ottenendo risultati eccellenti, poi tutto è cambiato radicalmente in un istante".
La nazionale degli Stati Uniti ha perso la partita degli ottavi di finale per 4-1 contro il Belgio a Seattle, eliminando così gli uomini del ct Mauricio Pochettino dai Mondiali in circostanze poco chiare, mentre la questione di Balogun continua a suscitare polemiche.






