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Halilović, il talento del Barcellona che ha smarrito la sua strada

Via Yallakora

Alen Halilović aveva sedici anni quando la Croazia iniziò a considerarlo un progetto di stella eccezionale.

Il 10 giugno 2013, indossò per la prima volta la maglia della nazionale, diventando il giocatore più giovane nella storia della Croazia a partecipare con la squadra maggiore, all'età di 16 anni, 11 mesi e 23 giorni.

In quel momento, non si parlava semplicemente di un talento emergente, ma di un giocatore atteso per scrivere un nuovo capitolo nella storia del calcio croato.

Con il suo piede sinistro incantevole e le sue abilità notevoli al Dinamo Zagabria, Halilović attirò presto l'attenzione, tanto che alcuni vi videro un talento superiore a quello offerto dalle precedenti stelle del calcio croato.

Luka Modrić e Ivan Rakitić avevano raggiunto uno status elevato, ma Halilović sembrava portare qualcosa di diverso; per questo motivo, alcuni lo soprannominarono "il Messi croato".

Non fu solo il soprannome ad alzare le aspettative: anche il Barcellona si mosse per acquistarlo nel 2014, pagando cinque milioni di euro per le prestazioni del giocatore che si stava preparando a iniziare il suo viaggio verso la fama alla "La Masia".

A Barcellona, tutto sembrava predisposto per la nascita di una nuova stella, poiché Halilović iniziò con la squadra riserve sotto la guida di Eusebio Sacristán, e si presumeva che sarebbe stato il primo passo verso la prima squadra.

Trovò inoltre nel connazionale Ivan Rakitić una persona vicina dentro il club, che lo guidava e lo aiutava ad adattarsi all'atmosfera della grande squadra, ma il percorso che sembrava breve verso la gloria iniziava a diventare sempre più complicato.

Halilović aspettò a lungo prima di ottenere la sua opportunità con la prima squadra, e quando arrivò, fu solo un breve assaggio del sogno.

Giocò per 28 minuti contro l'Elche nella Copa del Rey nella stagione 2014-2015, entrando come sostituto di Adama Traoré, in una partita terminata con la vittoria del Barcellona per 4-0.

Quella fu la sua unica presenza con la maglia della prima squadra, lasciando poi il club dopo non aver ricevuto lo spazio che si aspettava.

Iniziò quindi un lungo viaggio tra i club alla ricerca del posto che potesse restituirgli il suo splendore: si trasferì allo Sporting Gijón in prestito, offrendo alcune buone giocate, ma non riuscì a consolidarsi nella formazione titolare.

Poi arrivò l'Hamburger SV nel tentativo di ravvivare il suo talento, prima di trasferirsi al Las Palmas, ma la carriera continuava a spostarsi da una tappa all'altra senza trovare stabilità.

Secondo il quotidiano AS, col passare degli anni, sembrava che la distanza tra l'Halilović sognato dalla Croazia e l'Halilović apparso sul campo si ampliasse sempre di più.

Arrivò l'esperienza al Milan, seguita dal prestito allo Standard Liegi, che il giocatore descrisse successivamente come un'esperienza difficile, prima di ritrovarsi in Inghilterra con Birmingham e Reading.

Tra infortuni, scarsa partecipazione e cambi di club, il giocatore da cui tutti si aspettavano molto finì per lottare solo per ottenere una nuova opportunità.

Cercò di tornare alle sue radici giocando in Croazia con il Rijeka, prima di trovare una certa stabilità nei Paesi Bassi con la maglia del Fortuna Sittard.

Lì, Halilović riuscì a recuperare parte del suo livello, soprattutto durante i suoi primi due anni, offrendo una prestazione che ricordava il talento per cui il Barcellona aveva speso milioni, ma i problemi fisici tornarono nell'ultimo anno e le sue presenze calarono nuovamente.

Oggi, Halilović ha 30 anni, ma si trova in una posizione completamente diversa da quella che tutti gli immaginavano oltre un decennio fa: è diventato un giocatore svincolato dopo la fine della sua esperienza con il Fortuna Sittard e cerca di nuovo un club che gli dia l'opportunità di ricostruire la sua carriera.

Dal giocatore più giovane nella storia della Croazia al "Messi croato", dall'accademia del Barcellona a un lungo viaggio attraverso Spagna, Germania, Italia, Inghilterra, Paesi Bassi e Croazia, la storia di Halilović sembra quella di un talento maturato troppo presto e poi fuori strada.

Secondo il giornale, la storia non è ancora finita; le porte chiuse in passato gli lasciano ancora spazio per un ultimo tentativo, e forse per tornare un giorno alla maglia con cui iniziò la favola.

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