Pep Guardiola, ex allenatore del Manchester City, ha parlato delle vere ragioni che lo hanno spinto a lasciare l'incarico di allenatore del club inglese, dopo dieci anni di presenza all'interno dello stadio Etihad.
Guardiola ha deciso di lasciare il Manchester City alla fine della scorsa stagione, dopo un lungo percorso con il club inglese che ha visto la conquista di numerosi titoli.
Guardiola ha ammesso in un'intervista alla rivista "OKX" di aver sentito il bisogno di riposare, spiegando che ama ancora allenare.
Guardiola ha detto: "Ho trascorso dieci anni con la stessa routine, giocando le stesse partite e preparandomi per esse ogni tre giorni, è come mangiare la pasta ogni giorno".
Ha aggiunto: "Amo molto allenare, ma arriva un momento in cui senti che è tempo di prendere un po' di riposo, ho sentito di non avere più l'energia necessaria per essere al top o per convivere con l'idea di giocare ogni tre giorni".
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Ha chiarito: "Ho imparato dalla mia esperienza come ex giocatore e allenatore che la perseveranza e la disciplina nel lavoro non garantiscono da soli il successo, ma è impossibile tentare di avere successo senza disciplina e perseveranza".
Ha continuato: "Se ami quello che fai, devi avere perseveranza e possedere una forte etica del lavoro, preferisco questo al lavorare 12 ore un giorno e due ore il giorno successivo, fare la stessa cosa ogni giorno, arrivare alle nove del mattino e finire il lavoro alle cinque del pomeriggio".
Ha proseguito: "La gente dice che più una persona è preoccupata, maggiore è la probabilità di successo, non lo so, a volte puoi fare cose fantastiche e impegnarti con lo sforzo profuso, e poi il successo non arriva".
Guardiola ritiene che le idee di ogni allenatore debbano evolversi anno dopo anno, per adattarsi alle esigenze del calcio, concludendo: "Fai sempre lo stesso allenamento e hai le stesse idee e le stesse tattiche, questo deve cambiare anno dopo anno".
Guardiola era vicino ad allenare la nazionale italiana nel periodo passato, ma i negoziati si sono arenati negli ultimi metri, come ha confermato l'ex direttore tecnico della federazione italiana, Paolo Maldini (dettagli qui).
