Dall'arrivo nel consiglio di amministrazione dell'Al-Ahly e dal successo nell'ottenere il seggio di vicepresidente, l'imprenditore ed ex membro Yassin Mansour ha operato lontano dai riflettori, dopo aver trascorso i primi mesi a osservare e conoscere da vicino i meccanismi lavorativi all'interno del club rosso, lasciando diversi dossier, in particolare quello calcistico, al duo composto da Mahmoud El-Khatib, presidente del club, e Sayed Abdel Hafez, membro del consiglio di amministrazione.
Sebbene Yassin Mansour preferisse inizialmente studiare la situazione interna all'Al-Ahly dopo il successo ottenuto con la lista di El-Khatib lo scorso novembre, intervenne immediatamente e con urgenza per porre fine a una grave crisi.
Il precedente consiglio di amministrazione aveva infatti affrontato un'ondata di proteste da parte dei dipendenti, culminata in sit-in presso le quattro sedi del club: Gezira, Madinat Nasr, Sheikh Zayed e Al-Taggamoa lo scorso ottobre.
Yassin intervenne risolvendo la questione dei dipendenti del club: l'imprenditore stanziò di tasca propria 12 milioni di sterline egiziane durante i suoi primi quattro mesi sotto forma di sovvenzioni, per poi prendere la decisione più importante, ovvero licenziare Saad Shalabi, direttore esecutivo dell'Al-Ahly.
Per quanto riguarda il settore calcistico, l'intervento di Yassin Mansour divenne diretto dopo che il consiglio di amministrazione dell'Al-Ahly ricevette una delega lo scorso marzo, assumendosi ufficialmente la responsabilità di un dossier precedentemente gestito da Mahmoud El-Khatib, presidente del club, con la collaborazione di Sayed Abdel Hafez.
Non appena ottenuti i poteri necessari, Yassin intervenne nuovamente per risolvere una grande crisi, ponendo fine al contratto dell'ex allenatore della squadra, Jess Thorup, facendosi carico delle conseguenze contrattuali e compiendo grandi sforzi, contribuendo personalmente a una parte dell'indennizzo concordato con l'allenatore danese.
Il vicepresidente del consiglio di amministrazione del club contribuì inoltre a risolvere due crisi relative ai rinnovi contrattuali di Imam Ashour e Mostafa Shobeir: fornì supporto finanziario per chiudere la controversia con il primo, mentre nel caso del secondo gestì una situazione esplosiva all'interno del club, nata dalle lamentele per il comportamento di un dipendente accusato di aver istigato attacchi contro il portiere titolare dell'Al-Ahly; Mansour avvicinò le posizioni, concluse le trattative e rassicurò il giovane portiere.
Yassin Mansour svolse un ruolo fondamentale nell'organizzazione interna della prima squadra, revisionando e redigendo i contratti, abolendo la categoria A+ introdotta l'anno precedente e suddividendo la prima categoria in fasce più omogenee secondo criteri specifici, garantendo equità e preservando la stabilità nello spogliatoio.
Mansour non ridusse il valore dei contratti, ma aumentò quello della prima categoria, istituendo un sistema per modificare i contratti dei giocatori legando una parte del compenso alle prestazioni e ai risultati, liberando inoltre il club dagli obblighi derivanti da contratti pubblicitari preesistenti e adottando invece il principio della domanda e dell'offerta.
Tuttavia, Mansour non riuscì ad attuare tutti i suoi piani: alcuni membri del consiglio si opposero all'affidamento della gestione del settore scouting a un nome di livello internazionale a causa dei costi elevati, che il vicepresidente avrebbe dovuto coprire per metà; ciò dimostra come il vicepresidente dell'Al-Ahly privilegi il processo decisionale collettivo, evitando decisioni unilaterali o l'imposizione delle proprie opinioni.
Mansour aveva inoltre cercato di ingaggiare un allenatore europeo e di affidare al club olandese Ajax la direzione del settore giovanile, progetti che però non si concretizzarono.








